Birredamanicomio.com, scopri la selezione delle migliori 500 birre artigianali di tutto il mondo

Hai mai provato le migliori birre artigianali? Perché privarsi di un tale piacere quando basta un click per accedere a un’offerta con oltre 500 birre da tutto il mondo? Ti basterà scegliere l’e-commerce italiano birredamanicomio.com per avere tutto questo e molto altro a tua disposizione. Come puoi resistere a un’offerta con oltre 500 birre artigianali da tutto il mondo, un’assistenza clienti impareggiabile e un’interfaccia e-commerce adatta qualunque consumatore?

Staff giovane, imballi sicuri e spedizioni veloci

Birredamanicomio.com è l’e-commerce per ogni vero amante delle birre artigianali, senza escludere chi è interessato a questo genere di prodotti ma è ancora alle prime armi.

Avrai infatti davanti a te un’interfaccia semplice e intuitiva che permette in pochi passaggi di trovare la birra di tuo interesse.

La ricerca del prodotto si verifica infatti rispetto a semplici criteri: colore, gusto, e per i più esperti stile. C’è di più. Ogni prodotto è associato a una scheda che rileva tutte le informazioni pertinenti per il cliente.

In caso di dubbi potrai rivolgerti al servizio clienti: uno staff giovane e creativo saprà consigliarti su cosa meglio si adatta alle tue preferenze.

Chiaramente il servizio ti garantisce una assistenza in ogni fase dell’acquisto. Puoi contare inoltre su imballi sicuri al 100%, senza temere che il tuo pacco arrivi a casa lesionato.

La spedizione è veloce in tutta Italia, l’elaborazione dell’ordine si realizza infatti in 24-48 ore. E per ordini di almeno 100 euro non sono previsti costi di spedizione. Cosa non da poco, direi e da tenere bene a mente prima di effettuare ogni tipo di ordine online

Idee regalo e un blog con tanti approfondimenti

Vuoi invece scoprire le ultime novità del mercato delle birre artigianali o sei interessato a leggere recensioni sui prodotti? Accedi alla sezione blog di birredamanicomio.com e qui troverai queste e tante altre informazioni, come ricette, interviste ed eventi.

Tanti interessanti spunti che sapranno guidarti nella ricerca delle birre più gustose e particolari. E se vuoi corredare il tuo ordine con un utile accessorio, birredamanicomio.com ti propone bicchieri da degustazione, t-shirt a tema e kit degustazione. Tutto quello che serve per fare un ordine completo in ogni suo aspetto.

Insomma navigando su birredamanicomio.com avrai accesso a una piattaforma di e-commerce che ruota intorno alle tue esigenze, in grado di presentarti in ogni momento la proposta ideale per te.

Cosa aspetti? Per scoprire tutti i dettagli dell’offerta visita subito birredamanicomio.com e procedi con i tuoi ordini!

Cocktail, giochi di equilibri

Con il termine Cocktail possiamo indicare la ricerca dell’equilibrio perfetto tra diversi ingredienti (solitamente una base, un aromatizzante ed un colorante). La base è un distillato importante  come ad esempio whisky, gin, rum, cognac, ecc.  a cui si possono aggiungere ingredienti vari che vanno a modificare ed esaltare il sapore del distillato, e che possono conferire un gusto alterato più dolce o amaro o secco.

Nella creazione dei cocktail è previsto l’uso del ghiaccio che oltre ad allungare il preparato, in particolari ricette serve per creare la giusta consistenza del drink. Tutta la preparazione è scandita da proporzioni precise che devono necessariamente essere imparate con attenzione e seguite alla lettera per non rovinare il risultato finale. Con ciliegie, scorza di limone o arancia, foglie di menta o altro, si conclude il cocktail prescelto e si è pronti per l’assaggio.

Tutti i migliori locali nelle grandi città italiane, da nord a sud, inseriscono ormai da diversi anni nel proprio staff barman con formazione professionale di altissimo livello per garantire ai clienti la  possibilità di assaporare cocktail fatti a regola d’arte.  Se siete a Roma e cercate ad esempio una o più location in cui trascorrere serate indimenticabili sorseggiando drink con perfetti equilibri tra le parti, dovete assolutamente consultare www.romaexclusiveparty.com, il portale di riferimento sull’argomento.

Come classificare un drink

Se guardiamo al contenuto di alcol possiamo distinguere i Long Drink, i Medium Drink o gli Short Drink: nel primo prevale la parte analcolica, nel secondo quella alcolica anche se di poco, nel terzo solo parte alcolica. Ovviamente tra i long drink annoveriamo i coctail analcolici, in cui manca completamente l’alcol a favore di frutta e aromi.

Se invece vogliamo ragionare in base all’orario in cui dovrebbero esser consumati, esistono i Pre Dinner ( drink che stimolano l’appetito e sono adatti all’aperitivo), gli After Dinner (che spesso aiutano la digestione e vengono creati sempre utilizzando per base distillati invecchiati), gli Anytime (adatti ad essere consumati in qualsiasi momento della giornata, hanno una bassa percentuale di alcol e spesso sono arricchiti con la frutta).

Se poi valutiamo come vengono preparati, avremo Sparkling con Spumante o Champagne, Exotic preparati nel frutto tropicale di riferimento, Dark Drink a base di caffè, Frozen ottenuti frullando il preparato con il ghiaccio, Mix & Pour ottenuti col mixer e così via.

Ce n’è davvero per tutti i gusti! Non resta che assaggiare, sempre senza esagerazioni, e trovare, tra le tantissime nuove invenzioni e proposte del momento, il vostro drink preferito.

Migliori barman al mondo

Barman. Una parola che alla sola pronuncia da largo spazio alla nostra personale immaginazione.

Chi è per noi il barman? Ed ecco che si apriranno davanti ai nostri occhi, migliaia di immagini derivanti dal nostro vissuto personale.

Sarà il “vecchietto” della piazza? Sarà il giovane affascinante che prediligiamo per il nostro caffè? O ancora sarà l’artistico giovanotto di quel locale appena aperto?

Ognuno di noi avrà già fatta sua la propria scena ed in essa, avrà dato la giusta location al suo personaggio preferito: il barman.

In parole semplici, il barman è da sempre, l’uomo o la donna che lavora al bar/pub e che ha il compito, spesso non semplice, non solo di preparare e servire il cliente ma anche di consigliarlo in merito ai gusti dello stesso e per fare tutto questo è bene scegliere la giusta scuola barman Roma.

Non un lavoro facile quindi, al contrario di quanto le leggende metropolitane decantano!

Come ogni buona professione, anche quella del barman, ha subito nel tempo trasformazioni ed evoluzioni che ci fanno giungere fino ai nostri giorni con l’avvento di nuove figure specializzate in determinate mansioni, tra queste in primis quella del bartender che continua ad affermarsi gloriosa.

Per bartender, si intende un barman che ha la capacità di preparare un cocktail essendo in movimento e lanciando in aria altri oggetti attinenti allo stesso. Insomma, in due parole è il barman “acrobatico”.

Questa professione quindi, ha davvero dello speciale, in quanto esistono barman bravi, ma così bravi da meritarsi dei veri e propri primati mondiali!

Vi sembra assurdo eh? No, non lo è!

Esiste infatti un apposito concorso/competizione che viene svolto a livello mondiale, il Diageo World Class, a cui partecipano i migliori barman del mondo, che ogni anno seleziona ed infine premia i migliori barman/bartender di oltre 50 Paesi!

Andiamo quindi a scoprire chi sono stati i migliori barman del mondo per il 2016!

Per l’Italia, come migliore bartender, vediamo brillare in classifica un nome tutto Made in Italy, ovvero quello di Mattia Pastori.

Per il Regno Unito invece, il nome che svetta in classifica è invece quello di Aidan Bowie del Dandelyan di Londra, famoso per il suo cocktail “Vetiver Woodland Martini”.

Per Hong Kong & Macau invece, il campione è James Barker, famoso per aver creato il cocktail “First and Formosa”.

In conclusione, per il Sud Est Asiatico, il campione è Boo Jing Heng del Jigger & Pony di Singapore, che ha rubato letteralmente la piazza a tutti gli altri finalisti grazie al suo cocktail-dessert dal nome “A Lovely Affair”.

Ma sorpresa delle sorprese, a portare a casa l’indiscussa vittoria per la finalissima di Diageo World Class 2016 è stata una barlady! Proprio così! E’ stata la brillante francese Jennifer Le Nechet ormai entrata nell’olimpo dei cocktail e facendo il suo ingresso nella WORLD CLASS Hall of Fame.

Come diventare sommelier

Uno dei mestieri più ricercati in Italia è quello del sommelier, infatti  quella del vino è una cultura radicata nel nostro paese e sono molti i locali come l’ os club Roma che cercano persone specializzate nelle degustazione dei vini, per offrire ai clienti un prodotto di assoluta qualità.

Chi è un sommelier e qual’è la sua formazione

Il sommelier è una persona che, attraverso alcuni parametri tra i quali il colore, il profumo e il gusto, è in grado di definire e di spiegare quelle che sono le caratteristiche peculiari di un vino e anche gli eventuali cibi a cui può essere abbinato.

Il lavoro del sommelier va molto di moda tra i giovani soprattutto quelli che hanno studiato in istituti alberghieri, ma questo tipo di carriera è aperta a tutti coloro che hanno passione e tanta voglia d’imparare un lavoro molto complicato dove è importante ogni minimo particolare e risultano fondamentali sensi come il gusto e l’olfatto.

Per diventare sommelier è necessario seguire  un breve percorso che viene diviso per livelli,  che porteranno poi lo studente a sostenere un esame finale dove verrà assegnato un diploma, chiamato tastevin, che può essere d’argento per i non professionisti e d’oro per i professionisti.

Il primo livello del corso è quello base dove vengono presentati tutti i temi legati al vino, con particolare attenzione alla viticoltura e l’enologia e si iniziano a  testare le prime tecniche di degustazione e abbinamenti ai cibi.

Il secondo livello è più specifico, qui infatti i candidati si troveranno a dover studiare e degustare i vini di ogni regione italiana, cercando di comprendere quelle che sono le differenze di gusto. Inoltre vengono fatti provare anche vini della produzione dell’Unione Europea e del resto del mondo.

Il terzo e ultimo livello è quello relativo agli abbinamenti  tra cibo e vino e la parte finale consiste in un esame la cui difficoltà varia in base al tipo di diploma che il nuovo sommelier vuole acquisire.

Una volta conseguito il diploma per il sommelier si aprono davanti diverse strade lavorative, infatti si può essere assunti in alberghi, ristoranti e vinerie, o anche lavorare come libero professionista e dare delle consulenze ai ristoranti, collaborare con eventi importanti legati al vino o eventuali promozioni che vengono fatte all’interno di supermercati.

E’ importante sapere che il lavoro di sommelier non è solo legato al vino, infatti sta crescendo il numero di coloro che si stanno specializzando nella degustazione di  altre bevande come la birra, il the, il caffè e persino l’acqua minerale.

Le varie tipologie di birre

Quello delle birre è un mondo molto vasto ed offre gusti per ogni tipo di palato. Vari locali offrono, soprattutto nelle grandi città, serate dedicate alle degustazioni e molti stanno aprendo con un’offerta al pubblico di birre particolari, sia italiane che estere, artigianali. Nella capitale presso le officine farneto Roma, o a Milano al Birrificio Lambrate, ogni mese vengono proposte nuove birre e serate in tema.

Esistono diverse  tipologie e metodi per la preparazione della birra, che è considerata la bevanda più consumata al mondo ed ha origini antichissime, infatti già nell’antico Egitto il malto e l’orzo venivano lasciati fermentare per ottenere questa speciale bevanda.

Tipi di birre

Birre Blanche

Una birra a basso frumento  di origine belga si contraddistingue per il suo color bianco e il sapore acidulo dato dall’aggiunta del coriandolo.

Risulta essere fresca e speziata al palato e la sua gradazione alcolica si attesta intorno a 5 %.

Lager

Una delle birre più diffuse è senza dubbio la lager, una birra  a bassa fermentazione che presenta un colore giallo oro. Leggermente amara, ha una gradazione alcolica variabile.

Viene chiamata così perchè veniva lasciata a maturare all’interno di cantine.

Marzen

Una tipica birra tedesca nata a Monaco di Baviera, la patria dell’OktoberFest, viene prodotta nel mese di marzo per essere pronta per il grande festival di birra bavarese.

Presenta il colore dorato della birra chiara e una gradazione intorno al 5%, ha un sapore fruttato e si sente molto il malto.

Old Ale

La tipica birra britannica dal colore scuro e l’alta fermentazione si distingue per il suo gusto strutturato e l’amaro retrogusto di whishy, che acquisisce grazie al lungo percorso di invecchiamento.

La sua gradazione può variare dal 6% fino al 12%, che la rendono una delle birre più forti in circolazione.

Pilsner

Questa birra viene dalla Repubblica Ceca  e precisamente dalla città di Pilsen, sede del Pilsner Urquell.

La birra pilsner viene fatta con una bassa fermentazione  e presenta un colore giallo pallido e  un sapore molto luppolato che  conferisce alla birra il suo caratteristico sapore amaro.

Scotch Ale

Birra scozzese famosa in tutto il mondo grazie alla fabbrica della Tennent’s, presenta un colore ambrato con riflessi mogano e un retrogusto di Scotch e  un forte sapore maltato.  La sua gradazione varia dal 3%  fino al 10%.

Stout

La birra irlandese famosa per il suo colore scuro e l’abbondante e cremosa schiuma,  presenta un gusto molto dolce infatti viene prodotta con orzo torrefatto e con l’aggiunta di caramello.

Tra le birre stout più famose troviamo la Guinness, che viene prodotta a Dublino e presenta un retrogusto di caffè e la Russian Stout, dal retrogusto di nocciola.

Cocktail: come si preparano?

 

Quante volte vi è capitato di andare discoteca e non sapere cosa ordinare? Ci sono davvero troppi drink. In questo articolo faremo una veloce carrellata sui cocktail più venduti e cosa contengono, in modo di aiutarvi a sceglierlo per assaggiarlo in una delle serate in discoteca. Ecco qualche ricetta da uno della discoteche storiche della capitale: il Piper Roma.

Partiamo da una domanda: cos’è un cocktail? Un cocktail è una bevanda che si può ottenere tramite la miscelazione di due o più drink, non per forza alcolici. Per essere considerati dei veri e proprio drink devono essere innanzitutto ben equilibrati, ne troppo alcol ne troppa acqua.

Ci sono ovviamente da menzionare anche gli shot, sono alla fine una sorta di drink però più piccoli ma carichi allo stesso modo di alcol.

La preparazione di un cocktail medio dipende da due fattori fondamentali: la quantità in percentuale degli alcolici di un determinato drink e gli strumenti di miscelazione che si utilizzano per la preparazione di quest’ultimo. Le tecniche di miscelazione possono variare, da un semplice Shaking degli ingredienti tramite delle specie di bicchieri un po’ più grandi del normale ad un sistema come lo Stirring dove gli ingredienti vengono mischiati nel bicchiere stesso dove vengono serviti e mescolati con un cucchiaio da bar.

I cocktail più venduti

 

Uno dei cocktail più venduti è senza dubbio il Cosmopolitan, drink inventato negli stati uniti, è composto da Vodka, succo di lime, succo di ribes e Cointreau. Lo si mischia con un semplice shaker, si versa il ghiaccio, poi la vodka, il Cointreau, i due succhi, successivamente shakeratelo ed è pronto. Se volete, e vi piace, potete sostituire il succo di ribes con quello di ciliegia.

N.B: Il Cointreau è un liquore con un fortissimo profumo d’arancia, ha una gradazione alcolica del 40%, lo si usa per molti cocktail.

 

Il Mojito è un cocktail inventato a Cuba, deve il suo nome al mojo, ingrediente cubano che si usa per la marinatura. E’ composto da rum, acqua gassata, un po’ di zucchero e alcune foglie di menta. Dopo averlo shakerato metteteci del lime. Bisogna fare però attenzione ad una cosa durante la preparazione, non bisogna schiacciare gli ingredienti ma solo shakerarli. Come variante della ricetta originale potete usare, al posto dell’acqua frizzante, la gazzosa che darà una nota più dolce al cocktail.

L’Apple Martini è un drink semplicissimo da preparare, è composto da vodka, liquore alla mela, cointreau e una mela verde. Se non gradite particolarmente il gusto molto forte ed alcolico del cocktail, utilizzate solo 3.5 cl di vodka ed eliminate il Cointreau. Se preferite potete spruzzare un po’ di lime sul cocktail dopo averlo preparato, praticamente poco prima di servirlo.

I Paesi del Nord zuccherano il vino e non lo dicono: in Italia è vietato

 

Prima di acquistare una bottiglia di vino, e magari spendere una cifra considerevole per gustarsi un bicchiere dall’aroma pregiato, è sempre il caso di informarsi molto bene. Proprio così: le etichette, infatti, non sempre dicono tutto. Il rischio di comprare del vino trattato con sostanze estranee al normale processo di vinificazione cresce soprattutto quando si decide di acquistare delle bottiglie provenienti dall’estero. È questo per esempio il caso del vino ‘zuccherato’, la cui produzione è vietata nei Paesi dell’Europa Meridionale, mentre viene accettata nella maggior parte dei Paesi del Nord.

 

Ma di cosa si parla quando si menziona il vino zuccherato? Non certo di una bevanda speciale, anzi. Bisogna infatti sapere che, fin dal diciottesimo secolo, per aumentare artificialmente la gradazione alcolica dei vini si utilizza il saccarosio. Questa tecnica, però, è severamente vietata in Italia come anche in Spagna, Grecia, Portogallo e Francia del Sud, mentre è del tutto legale – e senza l’obbligo di riportarlo in etichetta – in Germania, in Gran Bretagna e nei distretti settentrionali della Francia. Non c’è quindi da stupirsi che tra i vinificatori mediterranei e quelli del nord non corra buon sangue: quella che si è creata è infatti una concorrenza che non è esagerato definire sleale.

 

Anche i nostri vinificatori, laddove necessario, lavorano il vino per aumentarne la gradazione alcolica, ma non attraverso il saccarosio: il metodo riconosciuto dalla legge prevede infatti l’aggiunta di mosto d’uva concentrato, un procedimento naturale ma estremamente più costoso. Dalla parte del consumatore, il problema è che sul piano organolettico è praticamente impossibile notare la differenza: per riscontrare la presenza dello zucchero, infatti, è necessario l’impiego di un polarimetro per saccarosio. Al bevitore meno esperto, dunque, può capitare di bere un vino tedesco o inglese arricchito con un elemento del tutto estraneo all’uva, ovvero lo zucchero, senza saperlo. Le aziende italiane e del Sud Europa, dal canto loro, si trovano a dover spendere fino a dieci volte di più, impiegando il mosto concentrato al posto del saccarosio. Forse pretendere che il divieto di aggiungere dello zucchero al vino venga esteso a tutti i Paesi del Nord Europa è chiedere troppo – contando anche il fatto che, nella maggior parte dei vigneti tedeschi, la debolezza del sole non permette ai vini di andare oltre i 7-8 gradi. È più che legittimo, però, sia per i consumatori che per i vinificatori italiani, chiedere che l’eventuale aggiunta di saccarosio da parte delle cantine straniere venga indicata chiaramente sull’etichetta delle bottiglie in commercio.

 

 

Articolo scritto in collaborazione con Emme 3

 

 

Vino, amore e fantasia: gli ingredienti perfetti per un matrimonio da favola

Ci vogliono mesi e mesi per preparare un matrimonio, che in realtà dura un solo giorno. Si tratta però del giorno più importante della propria vita, che resterà quindi scolpito nella memoria degli sposi e dei partecipanti. Tuttavia gli elementi essenziali per la riuscita di quel giorno sono tre: un fotografo per matrimonio, la giusta compagnia e del buon vino. Il fotografo avrà il compito di immortalare in eterno quei momenti magici di quel giorno unico; al matrimonio si invitano le persone più importanti della propria vita, con cui condividere quella gioia unica, quindi la compagnia è fondamentale; infine come dicevano i latini "in vino veritas", nel vino c'è la verità: non esiste una frase migliore nel giorno del matrimonio, in cui si giura amore eterno alla propria dolce metà.

L'Italia da sempre è un paese produttore di vino, vera eccellenza nostrana che viene rivenduta in tutto il mondo, dalla Russia alla Cina fino agli Stati Uniti. Per questo motivo non si può sbagliare la scelta del vino al matrimonio. Affinché ci sia armonia ed allegria ad ogni tavolo, è opportuno scegliere il vino migliore, in modo che il pranzo sia un vero successo. Un ottimo menu sarebbe infatti incompleto senza un buon vino ad allietare l'intera combriccola degli invitati.

Bisogna innanzitutto scegliere il miglior vino anche in base al menu. Se il pranzo è prevalentemente a base di pesce, la cosa più saggia da fare è scegliere del buon vino bianco, magari leggermente frizzantino. Il vino bianco solitamente è più fresco e leggero, quindi è più indicato per i periodi estivi o particolarmente caldi. Un buon vino rosso, corposo, "tosto" e ben strutturato si sposa invece perfettamente con un menu a base di carne. I vini rossi robusti sono consigliati per i periodi invernali o particolarmente freddi, per affrontare meglio le insidie del tempo.

Quanto vino serve per un matrimonio? Dipende naturalmente dal numero degli invitati presenti in sala. Secondo un calcolo matematico il numero di bottiglie necessario va calcolato dividendo il numero degli invitati (sia bevitori che astemi) per 2,15. Con questa semplice formula matematica avrete un numero piuttosto preciso delle bottiglie necessarie per un matrimonio. Se gli invitati dovessero essere 100, il numero di bottiglie necessarie equivarrebbe a 46. Dovendo però arrotondare per eccesso, il numero preciso dovrebbe essere 48 bottiglie di vino. Per risparmiare è possibile anche optare per vini locali, forse meno pregiati ma dal gusto sincero e di ottima qualità.

Forme d’Arte, l’arte di fare un pecorino al vino

L’arte di fare un pecorino, un pecorino d’arte

A Pietrasanta, arte, vino, marmo, fashion e forme d’arte

Galleria Open One, 16 luglio ore 19,00

 

L’arte può essere anche in un pecorino, secondo Paolo Piacenti, “affinatore”…. termine di uso esclusivo ai produttori di formaggio, che significa  colui che aggiunge al prodotto un ingrediente che lo renderà unico e inconfondibile: per affinare il formaggio può servirsi di foglie di noce, cenere, vinacce, pomodoro; può affinare in barrique o utilizzare tanti altri ingredienti.

L’Arte per Piacenti è una componente della sua vita, una sensibilità particolare verso il bello in quanto, cresciuto in una casa dove il padre viveva in un contesto d’arte circondandosi di artisti e scultori, ha avuto l’idea – innovativa – di farsi fare delle etichette dei suoi pecorini da artisti, toscani e non, ogni artista una tipologia diversa di formaggio.

Pittori toscani, tra cui Elisabetta Rogai, realizzano appositamente le etichette dei formaggi, rendendo così ogni "forma" unica ed inconfondibile per un abbinamento di cibo, arte  e bellezza medioevale tra le mura di San Gimignano, sede dell’azienda.

E il 16 luglio, in una notte di stelle, a Pietrasanta, alla galleria Open One, Elisabetta Rogai per “Donne Oltre” una personale su un prato verde smeraldo punteggiato dal bianco immacolato di grandi massi di marmo di Bovecchi, l’artista fiorentina abbina la sua Enoarte al candido marmo di Carrara, alle sue pashmine ricavate dalle stampa dei suoi quadri e ai pecorini al vino di Paolo Piacenti, come ormai effettua da tempo per le etichette personalizzate con i suoi quadri dipinti con il vino.

Per il Pecorino a latte crudo della Garfagnana, per esempio, in cui si percepiscono tutte le essenze delle erbe pascolate, l’artista giapponese Masato Yoshioka ha realizzato Vento sulla spiaggia, una figura femminile con i capelli scomposti da una folata; il Pecorino a latte crudo di Volterra, invece, rappresenta la facciata della chiesa di Santa Chiara per opera del pittore Nico Paladini. Il Pecorino di Pienza stagionato è opera di Masato Yoshioka che sceglie per etichetta Una notte tranquilla: l’immagine di una donna sullo sfondo di un cielo notturno toscano. Sul Pecorino stagionato in grotta, stagionato su assi di castagno, si riconosce l’immagine di un villaggio bianco. È Sassi, un'etichetta disegnata sempre dal fiorentino Nico Paladini. E poi ancora, opere di Fabio Calvetti, Fabio Romiti, dell’artista americano Edwuard Giobbi e del fiorentino Giovanni Maranghi. Nove artisti hanno lavorato su circa quaranta prodotti differenti, ciascuno unico per sapore e immagini. Infine le etichette create da Elisabetta Rogai, l’artista che ha avuto l’incarico di dipingere anche con il vino del territorio senese il Drappellone del Palio dell’Assunta 2015, che ha creato per Piacenti etichette dipinte con il vino con immagini di donne, ebbre di vino, passionali e sognanti, scapigliate e sensuali.

Dunque arte, declinata in mille modi, privilegiando le immagini femminili in quanto, come afferma Piacenti, “il tema ricorrente è sempre la donna in quanto, a differenza di altre regioni, in Toscana la prerogativa di fare il formaggio è stata, fin dal Medioevo, prettamente femminile. Erano le donne che si occupavano dei formaggi e i metodi di lavorazione si tramandavano di madre in figlia. Solo le donne possiedono la sensibilità giusta per capire quando lavorare la cagliata

Paolo Piacenti crea un prodotto unico, nato da una intuizione, di qualità ma anche una facile comunicazione, dare una veste colta ad un prodotto toscano, i suoi pecorini al vino, un prodotto della terra, dunque “artista del formaggio”, esperto selezionatore e affinatore appassionato della tradizione casearia toscana, uno che ha lungamente cercato, e ritrovato, i pastori che lavorano il latte come si faceva una volta, ottenendo formaggi di cui s’era quasi persa traccia.

Forme d’Arte Formaggi

Via San Matteo –  53037 San Gimignano SI

www.elisabettarogai.it

www.openone.it

Pietrasanta, 16 luglio ore 19,00, Galleria Open One

Antiche leggende in tavola a Monteleone Sabino con la Sagra delle fettuccine alla trebulana

Un glorioso passato intriso di storia, misteri e leggende. E un primo piatto
che, già nel nome, porta con se i segni indelebili di questi affascinanti
trascorsi. Così Monteleone Sabino, un tempo Trebula Mutuesca, festeggerà il 6 e 7 agosto le sue prelibate fettuccine alla trebulana, una ricetta legata
a doppio filo alle tradizioni del borgo in provincia di Rieti e così
chiamata in onore della città sabino-romana che visse il suo periodo più
fiorente nel I° Secolo a.C.

Un piatto realizzato ancora oggi seguendo una ricetta tramandata oralmente per tanti secoli: vengono impastate farina e uova e poi la sfoglia viene tirata a mano con il mattarello di legno; una preparazione all’apparenza semplice che in realtà nasconde trucchi e segreti che fanno la differenza, noti solo alle massaie locali: guai, ad esempio, a sbagliare lo spessore della sfoglia e soprattutto il taglio! Piselli, pomodoro, funghi, prosciutto e pancetta sono il condimento ideale del gustoso piatto che sarà servito per due sere consecutive a partire dalle 19. Diffidate insomma dalle apparenze: in tavola non sarà servita un’amatriciana – anche se la pancetta potrebbe in qualche modo ricordarla – e nemmeno a una boscaiola, anche se i funghi rappresentano uno degli ingredienti principali; le fettuccine alla trebulana sono un concentrato di profumi e sapori unico che è possibile apprezzare a pieno solo lì dove sono state inventate.

Da ben 19 anni, non a caso, il paese adagiato a quasi 500 metri di altezza
sulle propaggini meridionali dei Monti Sabini dà il benvenuto al mese di
agosto con questa festa; due serate in cui le fettuccine saranno proposte
insieme a una ricca carrellata di antiche ricette monteleonesi, tutte legate
a doppio filo al prodotto più conosciuto della zona, l’olio extravergine di
oliva della Sabina. E come ogni anno non mancheranno gli spettacoli musicali e le bancarelle del mercatino di artigianato e prodotti tipici.

Chi invece vorrà approfondire la conoscenza del territorio, potrà visitare i
siti archeologici che resteranno aperti per l’occasione: Monteleone Sabino
offre infatti ai visitatori l’opportunità di trascorrere un fine settimana
all’insegna non solo della buona cucina, ma anche della cultura. Meritano
una visita l’imponente Anfiteatro Romano e il Santuario di Santa Vittoria,
con la splendida chiesa romanica e le catacombe che ne costituiscono il
primo elemento storico ed archeologico; e ancora il Museo civico e
archeologico e i resti della città di Trebula Mutuesca, che possono essere
visitati con un’escursione pomeridiana o mattutina.

Info
Data – 6/7 agosto
Località: Monteleone Sabino (Rieti)
info@fuoriporta.org
3408505381
www.fuoriporta.org